26 settembre 2008

Alta tensione: bailout e primo dibattito appesi a un filo

Nella notte americana è saltato l'accordo sul pacchetto di salvataggio per Wall street. La maggior responsabilità, sembra di capire, è dei repubblicani. Il pacchetto Paulson, che non è un bel pacchetto, pone più problemi a loro. Sarà un'amministrazione repubblicana a spendere soldi a palate, creando un precedente e rompendo con l'ideologia (ipocrita quando si guardano i conti lasciati da Reagan e Bush) dei conservatori. Il piano Paulson è brutto perché concede potere discrezionale al Tesoro, perché salva coloro che hanno prodotto la crisi e perché è un tentativo di tornare, per quanto possibile, alla situazione preesistente. Un tentativo di Pelosi e Frank democratico di spostarlo troppo, diciamo a sinistra, lo farebbe saltare (su questo i dem hanno posizioni diverse, perderebbero qualche voto e in Senato non possono). Ora il G.O.P. ha presentato una controproposta targata McCain. Così costringerebbero i dem a votare con Bush, prendendo loro le distanze. Le cronache narrano di una notte di urla al Congresso e alla casa Bianca.
Sullo sfondo ci sono le presidenziali. Questo atteggiamento repubblicano si spiega con la necessità di distanziarsi da Bush, non farsi dire dall'elettorato fedele che spendono e far prendere la responsabilità del pacchetto Paulson ai democratici. Se non funzionasse potranno accusare, se funzionasse, Paulson è dei loro e loro non hanno speso. Ancora in forse il dibattito - che si farà - anche questo un segnale delle difficoltà repubblicane, ampiamente registrate dai sondaggi. McCain prova a buttarla in caciara. Il Weekly standard, organo della destra, spiega che la sua è una mossa presidenziale. Ma dopo la figura fatta con David Letterman (vedi il video qua sotto), l'atteggiamento del senatore è poco credibile. Più tardi aggiornamenti e una qualche rassegna degli articoli sul web.

2 commenti:

ale tap ha detto...

"Ma dopo la figura fatta con David Letterman, l'atteggiamento del senatore è poco credibile"

Oddio, va bene che McCain annunciò proprio dalla poltroncina di Letterman la sua candidatura alle primarie, ma se si tratta di stabilire se uno appare presidenziale o no (e in effetti dopo il labour day si tratta di questo), forse ci sono cose più serie della presenza/assenza a un talk show di intrattenimento più o meno umoristico, per quanto seguitissimo. Letterman era peraltro acidissimo non perchè la questione fosse oggettivamente grave, ma perchè comprensibilmente gli bruciava essere stato usato per una mossa della serie "mi si nota di più se non ci vado"... e ha dovuto premettere un infinito elogio di McCain per poterlo poi mandare a fanculo senza essere tacciato di fare propaganda.

tino ha detto...

la figuraccia era la diretta su Cbs