28 febbraio 2009

Bombe, ritiri e Frattini

Due notizie del giorno: Barack Obama annuncia il piano per ritirare il grosso delle truppe dall'Iraq entro il 31 agosto del 2010 (ecco il testo del suo discorso); l'Italia potrebbe fare da apripista nel dialogo con l'Iran. Il ritiro dall'Iraq viene discusso da Michael O'Hanlon e Kenneth Pollack, due falchetti della Brookings che non hanno mai mandato giù lo slogan obamiano del "ritiro in 16 mesi" (ora sono diventati 18): secondo loro la prospettiva del ritiro non farà che aumentare la gara tra le fazioni irachene per il controllo del Paese, aumentando la violenza. E' un argomento vecchio: l'occupante se ne va e prevede il diluvio dopo il suo addio. C'è un fondo di verita in quello che dicono questi signori: sicuramente per esempio le milizie di Sadr e quelle degli altri gruppi sciiti competeranno per il controllo dell'Iraq. Ma è anche vera un'altra cosa: come insegna il Vietnam un'occupazione prolungata permette a chi sta al potere di rimandare la soluzione dei problemi politici di fondo, affidandosi al potere della baionette americane. In più, come dicono alcuni esperti sentiti dalla Reuters, la fine dell'occupazione potrebbe eliminare la base di consenso di molte milizie irachene. Passiamo all'Iran. Come ci spiega molto bene La Stampa, Hillary Clinton e Franco Frattini hanno concordato un piano d'azione: il nostro ministro degli esteri si recherà a Teheran entro marzo e poi a Trieste in giugno si farà una conferenza del G8 in cui gli iraniani saranno invitati a discutere della stabilizzazione dell'Afghanistan. Ovviamente il vertice sarà una scusa per discutere anche altro e cioè la questione nucleare. Questa, come registrarono quest'estate due degli autori di questo blog, era già un'idea che circolava a Washington: usare gli italiani come apripista e discutere con gli iraniani ufficialmente solo di Afghanistan ma in realtà di tutti i dossier. A proposito di nucleare, un bel articolo su Asia Times spiega perchè l'Iran è almeno 5 anni lontano dal farsi un vero deterrente nucleare e anche quando ce lo avrà non è detto che lo possa usare. E poi a giugno ci saranno le presidenziali anche lì: un candidato vuole la bomba e l'altro pure. Auguri.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

SISMI E SISDE SPIANO CENTRI SOCIALI E SOCIETA'DEL GOVERNO IRANIANO


"Il Governo Italiano e il SISMI non hanno mai posto in essere azioni ostili contro il governo iraniano".

E' il laconico comunicato di Palazzo Chigi dell'11 giugno 2008

http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/dettaglio.asp?d=39289 ("Iran: Governo, illazioni false, mai azioni ostili")

Silvio Berlusconi e il Governo Italiano stanno raccontando un sacco di balle? Leggetevi come il SISMI spia in Italia le società controllate dal Governo Iraniano. Sin'oggi (e fino a quando non sarà oscurato) sarà ancora possibile farlo sul sito:

http://piemonte.indymedia.org/article/3566

E' pubblicata una lettera riservata inviata al presidente della Repubblica e ai 2 Direttori dei Servizi di intelligence (Sismi e Sisde) da uno 007 che si chiama Altana Pietro. Nella missiva si fa cenno ad incarichi (per conto del SISMI) relativi ad attività di intelligence contro i Centri Sociali e tutte le società controllate dal governo Iraniano in Italia (l’agente del Sismi fa il nome delle società NISCO, IRASCO, IRITEC, IRISA, TEEN TRANSPORT, IRAN AIR, etc etc).


In questo imbarazzante contesto il Ministro degli Esteri Franco Frattini s'è affrettato a dire che l'Italia considera l’Iran come un “interlocutore” affidabile per la questione afgana (da "Stato Canaglia" a "interlocutore affidabile"?)

OCCHIO CHE GLI IRANIANI
E I CENTRI SOCIALI
NON SONO POI COSÌ CRETINI
COME CREDE FRATTINI.

(fa anche una discreta rima)

Related link: http://piemonte.indymedia.org/article/4294

Anonimo ha detto...

SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano.


Quei nicolòmachiavelli(ci) del SISMI - ora Aise - rispolverano la strategia del “bastone e la carota”



Dopo che s'è sparsa la notizia che SISMI e SISDE spiano gli iraniani il Governo Italiano tenta di correre ai ripari.



Links (*):


http://piemonte.indymedia.org/article/3566

http://piemonte.indymedia.org/article/4294


Obiettivo: uscire dall'imbarazzante spy story! Come? Con una prima teatrale performance, sotto le mentite spoglie dell'iniziativa editoriale (ma scatteranno presto altre operazioni “simpatia” e numerose altre “carinerie” mediatiche studiate a tavolino).


Si presta all'uopo il Gian Guido Folloni, presidente dell'enigmatico ISIAMED - 'Istituto Italiano per l'Asia e il Mediterraneo. Folloni è una vecchia conoscenza del SISMI. Al tempo del Rais di Baghdad, Saddam Hussein il suo nome circolò al fianco di trafficanti d'armi internazionali – del calibro di Augusto Giangrandi e Carlos Remigio Cardoen - come tra i beneficiari di generose forniture di greggio iracheno. I ben informati sostengono che grazie ai buoni uffici di Forte Braschi riuscì ad uscire indenne dall'inchiesta “Oil for Food”.


Che dice Gian Guido Folloni degli iraniani? Lo spiega lui stesso in una missiva circolarizzata presso gli ambienti giusti (che ha un oggetto che è tutto un programma):



“Leggere la rivoluzione iraniana a Roma”.



Link:



http://piemonte.indymedia.org/article/5025



Spiare e adulare. Il bastone e la carota.


Il Ministro degli Esteri Franco Frattini però (prudenzialmente) preferisce non farsi vedere dal Presidente iraniano.


A monte il meeting. Non si sa mai ...