31 marzo 2009

Tutti a Londra, con lo spettro del fallimento sulla testa

Le venti delegazioni dei grandi del mondo sono in rotta verso Londra. BO e Michelle sono partiti da un paio d'ore. E' la prima volta del presidente Usa all'estero (escluso un passaggio in Canada). Sarà una vetrina-test importante per verificare a che punto è la leadership americana nel mondo. L'uomo sotto esame, chissà perché poi, ma anche la presenza glamour sarà quella del presidente Usa.
Il G20 è convocato per riscrivere le regole della finanza, rilanciare l'economia, aiutare i Paesi in grande difficoltà. Ci sono rischi di default di Paesi medio grandi e occidentali cresciuti grazie a delocalizzazioni ed export di cui non si sente troppo parlare. Se ne uscirà con qualche accordo sulle regole, nessuno sullo stimolo economico e un nuovo appuntamento (scommettiamo?). L'altra nota importante è che questa crisi, e l'appuntamento londinese come catalizzatore del processo, chiarirano una volta per tutte che nel mondo le potenze politico-economiche sono molte. In queste settimane il Brasile ha giocato alla brasiliana. E la Cina non è stata a guardare. Dal punto di vista geopolitico prenderà forma, forse, il G2,

con Cina e Usa legati tra loro dagli scambi economici e dai buoni del Tesoro (di cui Pechino è ghiotta) che non hanno esitato a pompare soldi nell'economia, mentre molti altri, Europa in testa, hanno evitato.
La miglior guida per il G20 è quella proposta dalla Bbc, qui delle divertenti e serie domande e risposte dal Guardian. Qui il comunicato finale in bozza ottenuto dal Financial Times: ci sono delle novità sulle regole, poco sullo stimolo, qualcosa sugli impegni verso i poveri. Chi cerca aggiornamenti rapidi e precisi utilizzi Bbcnews. Per una diretta (se ci saranno novità clamorose), per le proteste, il clima, tornate a trovarci. Tra tre ore si parte.

1 commento:

juhan ha detto...

Meno male che Silvio c'è ;-)