17 dicembre 2008

L'uomo dell'anno, stavolta, non è una sorpresa

Né Putin, né “You", l'uomo del 2008, ma non poteva proprio essere altrimenti, è il presidente eletto. Ecco lo speciale di Time, per chi non la avesse già visto. Segnaliamo solo una cosa, la risposta alla prima domanda di una lunga intervista. Cosa vorrebbe che guardassero gli elettori tra due anni, nell'anno delle elezioni di mezzo termine? I temi sono quelli di cui abbiamo parlato in campagna elettorale: Sul fronte interno, siamo usciti dalla peggior crisi dal 1929 in poi? Ci siamo dotati di regole che impediscano il ripetersi di situazioni simili? Abbiamo creato abbastanza lavoro pagato in maniera che le famiglie ce la facciano a tirare avanti? Abbiamo ridotto i costi della sanità e allargato la copertura? Siamo partiti con un piano che faccia transitare l'America verso una nuova politica energetica? Abbiamo cominciato a rivitalizzare il nostro sistema di educazione. E in politica estera, abbiamo chiuso Guantanamo responsabilmente, messo da parte la tortura e ricostruito il giusto equlibrio tra la nostra sicurezza e la Costituzione? Abbiamo ricostruito alleanze efficaci? Ho portato via le truppe dall'Iraq e rafforzato il nostro approccio all'Afghanistan - non solo militarmente ma anche dal punto di vista diplomatico e dello sviluppo? Siamo stati capaci di restituire slancio alle istituzioni internazionali per affrontare le grandi questioni che non siamo in grado di affrontare da soli come il cambiamento climatico? Se ci riesce, la prossima volta lo votiamo.