1 dicembre 2008

Ecco la politica estera di Obama


Come previsto da giorni, Barack Obama ha presentato oggi il suo team di politica estera. Niente sorprese: co sono Clinton e Gates, poi Napolitano alla sicurezza interna, l'ex generale Jones come advisor del presidente, Rice (Susan) all'Onu. Nel suo discorso Obama ha parlato di restaurare la leadership americana usando più diplomazia, facendosi più amici e meno nemici. Ci sono parole interessanti e grande abilità politica nelle scelte del futuro presidente. Tutti coloro che hanno avuto la parola sul palco di Chicago hanno parlato di ambiente, povertà, diplomazia e Onu. La presenza del futuro Attorney general è anch'essa un segnale: la Giustizia verrà amministrata seguendo i principi della costituzione.
Il tema del giorno era, come è ovvio, perché Hillary? La risposta d Obama, oltre agli elogi, è stata più o meno: "Molte delle persone di questo gruppo hanno già lavorato assieme. Non avrei chiesto loro di far parte di questa amministrazione se non condividessimo un’idea di comune di quale debba essere il nostro ruolo nel mondo. Dalla forza del nostro esercito alla saggezza della nostra diplomazia. E’ venuto il momento di riconquistare la leadership su tutti i terreni. Credo molto nelle personalità forti e nelle opinioni forti. Un pericolo alla Casa Bianca è che nessuno obietti alle idee degli altri. Ma io darò la linea politica, mi aspetto che la implementino e mi prenderò la responsabilità che ciò accada". Sul palco, in teoria, sembravano tutti d'accordo. E, come ricordano tutti gli osservatori, in fondo alle primarie lo scontro è stato sul voto all'Iraq e l'esperienza, non sulle cose vere. Il senatore Feingold, il più liberal del Congresso, l'unico a votare contro il Patriot Act, parlando con The Nation, si è detto impressionato della preparazione di Hillary durante un viaggio in Iraq e Afghanistan, spiegando così, lui che non ha appoggiato nessuno alle primarie perché non entusiasta dei candidati in lizza, la scelta di Obama. Ecco il video della conferenza stampa. E' istruttivo, l'unico che non parla quasi è Gates, che in qualche modo viene miracolato dal nuovo presidente.

2 commenti:

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