20 giugno 2009

Fuoco alle polveri, ecco il piano sanità democratico

Un'assicurazione pubblica che competa con le private (abbassando i costi), divieto di rifiutare l'assicurazione a causa dello stato di salute passato degli individui, un sistema di sussidi a chi non si può permettere l'assicurazione, più persone assicurate da Medicare, prevenzione, diminuzione del prezzo dei farmaci. Ecco in sintesi la proposta di riforma della Snaità Usa - senza i particolari, che come sempre sono il succo delle leggi complicate come quelle che modificano il sistema sanitario. Qui uno schema del NYT con qualche particolare in più, qui, per i masochisti, il sito della commissione che ha elaborato il progetto (che trovate in pdf). Il piano è chiaramente penalizzante per le assicurazioni, mentre le case farmaceutiche, pure penalizzate, sono d'accordo per una riduzione dei costi.
Il nodo cruciale di tutto, in un anno come questo e con il deficit alle stelle, è quello del prezzo della riforma. Ecco un tema sul quale, senza fare la figura di chi vuole impedire l'allargamento della copertura sanitaria, le lobby e i repubblicani (ma anche qualche democratico) potranno aggrapparsi: non ci sono i soldi per tutto questo. La ricetta repubblicana è quella di aumentare la concorrenza e aumentare gli sgravi fiscali per le spese mediche sostenute. Ad oggi non ha funzionato granché visto che il numero dei senza sanità cresce in maniera costante da anni. Quest'anno, con la crisi, c'è un boom degli abbandoni da parte di piccole compagnie che cancellano il loro piano assicurativo e di singoli cittadini. Eppure, ecco una battaglia, LA battaglia, che Obama potrebbe perdere. Su questo il presidente rischia grosso (come spiega Politico). Ieri quello che è stato il padrino politico di Obama, l'ex senatore Daschle, trombato alla Sanità per un affare di rimborsi, ha suggerito al presidente - se vuole vincere la guerra - di non immettere nel mercato sanitario il gigante pubblico a fare concorrenza ai privati. Staremo a vedere. Tutti, ma proprio tutti, sentono la mancanza del vecchio e malato Ted Kennedy, che la riforma l'avrebbe portata a casa. In tutto questo, Washington Post ci segnala che l'America è a corto di medici di base. E senza quelli, allargare la copertura sanitaria, è impossibile. Per visitare più pazienti servono più dottori.

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