E' un argomento che non scalda i cuori se non negli Usa. Ma gli equilibri interni alla Corte Suprema sono vitali per gli Stati Uniti. Negli ultimi anni nel Paese ci sono stati scontri epocali su matrimonio gay, aborto, diritto a portare le armi. E poi tutta la vicenda legata alle detenzioni a Guantanamo - chi li processa, habeas corpus e così via. Bene, su tutto questo, l'autorità federale che decide e ha deciso - e in alcuni casi fermato i disegni di Bush - è la Corte Suprema. E' per questo che l'agomento appassiona i media Usa (su tutti i grandi giornali e network potete seguire il processo di conferma in streaming). Il processo di conferma della nomina di Sonia Sotomayor - prima giudice donna e ispanica - è iniziato da due giorni. I repubblicani hanno fatto capire che non daranno battaglia, ma hanno provato a insinuare che Sotomayor ha una concezione partigiana del diritto e, dunque, non sarebbe un vero arbitro, di quelli che chiamano strikes e balls sui lanci verso il battitore a baseball. I democratici hanno ironizzato: ma come, il giudice Roberts è venuto qui a dirci che le sentenze della Corte sul dirito di scelta sono dei superprecedenti (il diritto anglosassone si basa su questi) e poi ha votato per ribaltare proprio quei superprecedenti. E che dire - ha ricordato Feingold - delle decisioni su Guantanamo, tutte prese 5 a 4. Se la Corte è così divisa, è la dimostrazione che il diritto non è una scienza esatta e che le convinzioni dei giudici entrano nella sala in cui si riunisce. Ieri ha parlato Sotomayor, i giornali meno partiginai dicono che è ha messo da parte la partisanship e la passione. I critici sostengono che nel suo moderarsi, la giudice abbia esagerato. Qui il blog Postpartisan del Washington Post, deluso dalla mancata difesa di affermazioni fatte in passato, qui Politico che nota come la giudice abia contraddetto Obama. Se il tema vi appassiona, sempre su Politico, trovate un forum molto ricco dal tema Cosa cerca il Gop in questo hearing? Qui, The New Republic si chiede perché il confimation hearing di quest'anno è così noioso. By the way, Sotomayor è la prima attività da senatore di Al Franken.
15 luglio 2009
La giudice latina
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20 giugno 2009
Le partite a scacchi di Obama, dalla finanza alla sanità
Ieri è apparso questo articolo di uno di noi su "L'altro", il nuovo quotidiano diretto da Piero Sansonetti. L'idea è questa: è vero, la sua proposta di regolamentazione finanziaria ha diversi difetti (parecchi); ma li vero punto di svolta è quello di cui parliamo qui sotto, la riforma sanitaria. E' un'unica grande partita a scacchi, nella quale Obama ha scelto (o è stato scelto) i suoi poteri forti di riferimento, le banche (contro hedge fund e settore assicurativo, come lamenta ieri Luigi Zingales sul Sole24ore). Se ne esce bene qui, ha segnato un punto sul serio; poi dovrà fare in fretta con il problema del lavoro, perché nonostante le cifre sembrano dire che va un po' meglio è lo stesso Presidente a dirsi preoccupato pubblicamente.
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27 maggio 2009
La Sotomayor alla Corte Suprema. Obama sposa di nuovo un'idea con la tattica politica
L'idea di Obama è chiara: va alla Corte Suprema una donna che sa che effetto ha la legge sulla vita delle persone. Ha dichiarato che avrebbe cercato un profilo del genere, lo ha trovato. Per di più è la prima ispanica ad arrivare in quella posizione. E' una donna del "popolo" (viene dalla parte peggiore del Bronx, ha una storia familiare piuttosto difficile alle spalle) ma è anche una moderata, è considerata una centrista, però è una nemica dei repubblicani più conservatori, su alcuni specifici temi ha un profilo decisamente progressista. Comunque, una mezza rivoluzione.
E a Obama cosa ne viene in termini di "politica-politicista"? 1) da oggi si parla di lei, il caos di Guantanamo va in secondo piano (Obama stava perdendo ai punti con Cheney e con i suoi sotenitori liberal); 2) i repubblicani dovranno condurre una resistenza molto accorta: gli ispanici non li votano più e certo non li aiuterà attaccare il primo giudice della Corte Suprema che parla spagnolo. Lo faranno, è la trappola perfetta che permetterà a Obama di continuare ad avere ancora più consensi nella comunità che cresce più velocemente di tutte, e negli Stati chiave. Bingo
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26 giugno 2008
Pena di morte e armi, quanto pesa la Corte Suprema
I 9 giudici hanno, nel giro di due giorni, emesso tre sentenze che hanno fatto notizia. Primo, hanno considerato che la pena di morte per lo stupro di un bambino è una pena eccessiva. Secondo, hanno ridotto la penale imposta alla Exxon per il disastro ambientale della Valdez in Alaska nel 1989. Terzo, notizia di oggi, ha sancito il diritto individuale a portare armi, cancellando la legge che a Washington, un tempo tra le città più pericolose d'America, limitava fortemente il possesso di pistole, cannoni e altri giocattoli. Due brutte sentenze e una, per quel che vale in un ambito così ristretto come quello delle sentenze capitali per un reato specifico (sono 2 i condannati a morte per la violenza su bambini), dignitosa. Armi e pena di morte sono tra gli ambiti nei quali, qualsiasi liberal europeo è destinato a rimanere deluso da qualsiasi candidato democratico. Obama compreso. Il senatore ha commentato negativamente la sentenza sulla pena di morte (“è l'ultima risorsa per i reati orrendi, come questo"), un brutto inizio, e ha mantenuto una linea equilibrista sulle armi da fuoco. In entrambi i casi ha il passato da senatore in Illinois da farsi perdonare, per modo di dire, dall'elettorato conservatore (e infatti i repubblicani gli hanno immediatamente dato addosso). E se vuole guadagnare gli swing states e andare oltre, su quei temi deve fare il moderato (detto in senso negativo). John Nichols, su The Nation, critica gli slalom di Obama ma, contemporaneamente fa un bagno di realismo: se vince lui, alla Corte Suprema andranno giudici (uno, due, dipende dalla salute) che emetteranno sentenze migliori sui terreni della morale religiosa, della pena di morte e delle armi. Che conseguenze politiche avrà la decisione? Ecco Cilizza sul Post. Per ricordare come la questione sia molto geografica e non necessariamente solo politica, va detto che Bloomberg, il sindaco ex repubblicano di New York è per il gun control e che la più importante campagna contro le armi porta il nome di Jim Brady un ex assistente di Reagan, ferito assieme al presidente nell'attentato del 1981.
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