25 agosto 2009
Lezioni americane di mobilitazione progressista
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mattia toaldo
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30 luglio 2009
Sanità: appuntamento a settembre
Al momento sembra che ci sia un primo compromesso (troppo moderato per l'ala liberal dei democratici) su un piano che costerebbe relativamente poco, darebbe meno sussidi ai poveri per farsi l'assicurazione, costringerebbe meno società a farla per i propri dipendenti e ammorbidirebbe l'entrata sul mercato dell'assicurazione pubblica.
Un cammino complicato quello di Obama: deve far passare il piano attraverso le forche caudine dei repubblicani e dei democratici conservatori ma allo stesso tempo la riforma deve produrre dei cambiamenti tangibili per la sua base sociale. Altrimenti il rischio è quello di spaventare e compattare i nemici senza dare nulla di concreto ai propri sostenitori. Una strategia che il centrosinistra italiano conosce bene: se fate mente locale ricorderete il destino delle "lenzuolate" - solo 3 estati fa, ma sembra un decennio.
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5 marzo 2009
Risollevare la classe media attraverso i sindacati?
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1 marzo 2009
La sepoltura di Reagan
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7 dicembre 2008
Il più grande finanziatore di questa campagna
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2 dicembre 2008
Ancora analisi del voto
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20 novembre 2008
Forse serve la "Quarta Via"
L'articolo lo consigliamo anche al nostro PD che, l'abbiamo sentito di persona qualche giorno fa, promette per uscire dalla crisi meno tasse e meno spesa pubblica. Auguri.
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5 novembre 2008
I dati non sono ancora definitivi
Ci sono ancora stati che devono essere assegnati; in Missouri e North Carolina il distacco è troppo esiguo e i dati non sono definitivi. Nel frattempo, raccoglieremo i dati dei network e delle società demoscopiche per farci un'idea di chi ha votato Obama. La Cnn ieri sera proponeva un primo dato interessante: i neri avrebbero votato, più o meno, nella stessa percentuale del 2004. Adesso va osservato il dato del voto giovanile, quello della minoranza ispanica (soprattutto in stati come il Colorado e il New Mexico) e va analizzato con attenzione - ma per quello veramente ci vorrà tempo - il voto degli swing states come l'Ohio. Proveremo a fare delle ipotesi - che verranno confermate o confutate nel prossimo futuro - per capire se l'identikit dell'elettore democratico offre indizi sul potenziale della nuova coalizione democratica.
Intanto guardate con attenzione gli exit polls (divisi per razza, età, educazione..) del New York Times.
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3 novembre 2008
I politici del 21esimo secolo
L'editorialista E.J. Dionne in un pezzo molto bello ci parla degli uomini politici e dello spirito del tempo. Quelli veramente grandi, riescono ad interpretarlo e ad anticiparlo. Obama, comunque vada, è riuscito ad interpretare la stanchezza per la politica, l'opposizione a Bush e lo scontento verso i democratici di molti americani e a coniugarli con la voglia di superare le divisioni degli anni '60 (e '70, '80, '90) di altri americani più centristi. Ha creato un movimento nella società e gli ha dato uno slogan e un logo che non sono mai cambiati. Ha messo insieme la politica sul territorio con i social network su internet. Ha raggranellato una quantità enorme di denaro dai piccoli come dai grandi.
Vada come vada, con lui abbiamo dato una sbirciata a come potrebbe essere la politica nel 21esimo secolo. Non esattamente la schifezza che sembra leggendo i nostri giornali...
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27 ottobre 2008
Che ci facciamo coi militanti?
Tranquilli, non è un'intervista shock a Goffredo Bettini o ad Ermete Realacci quella che vi proponiamo. Non si parla dei militanti del PD ma delle "truppe di terra" della campagna di Obama.
I numeri sono impressionanti: 3 milioni di finanziatori, 5 milioni di volontari. Newsweek si chiede che fine faranno dopo le elezioni, se dovesse vincere il senatore dell'Illinois. Condizioneranno la sua politica come la base conservatrice ha fatto con Bush? Porteranno il nuovo presidente a fare cose che non piacciono ai suoi elettori non mobilitati?
Insomma, guarda che bel problema che è la partecipazione.
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24 ottobre 2008
Un'altra onda
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18 giugno 2008
Obama, il suo blocco sociale e la fine del Clintonismo
Gli articoli buoni sulla campagna elettorale americana non per forza si trovano in inglese e all'estero. In tre interviste realizzate per Europa Marilisa Palumbo ci spiega di più chi è e cosa potrebbe fare il nuovo candidato democratico. Nella prima è andata nella tana del lupo e cioè nel think tank clintoniano per eccellenza dove si pensa che, al di là dei proclami, il senatore dell'Illinois porterà avanti il Clintonismo senza i Clinton. Nella seconda ha sentito Todd Gitlin, uno dei sociologhi più famosi e più di sinistra d'America, per capire quanto "Benedetto da dio" (questo il significato di Barack in Swahili) cambierà la politica di oltreatlantico. La risposta è: parecchio. Nella terza ha parlato con Ruy Teixeira, che insieme con John Judis ha scritto "The Emerging Democratic Majority" e che dice che se Obama non piace ai maschi lavoratori bianchi non è un dramma: sono sempre di meno anche se concentrati negli stati chiave. Si tratta di limitare i danni, come il senatore sta già facendo.
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6 giugno 2008
Obama forte tra i latinos. I due rivali si incontrano
Non ha preso voti tra gli ispanici. O meglio, ha perso in diversi Stati contro Clinton, proprio a causa della mancanza di presa sul voto latino - California, New Mexico, Arizona e non solo sono Stati dove quel voto pesa in termini assoluti. Eppure, come rileva il Los Angeles Times, il candidato Obama (o i democratici in generale) è più forte di McCain in quel segmento di popolazione. Un duro colpo alle idee di Karl Rove, che con Jeb Bush in Florida, sposato a una messicana, aveva in testa di dare ai latinos un ruolo cruciale nella coalizione che avrebbe garantito una maggioranza stabile e duratura ai repubblicani. Purtroppo per Rove - e per fortuna nostra - la coalizione è andata in pezzi. A Washington, intanto, i due ex rivali si sono incontrati in gran segreto (un secondo resoconto). Non ci sono indiscrezioni, l'unica cosa certa è che, dopo aver ricevuto pressioni per lasciare la corsa (cosa che farà ufficialmente domani, sabato), Hillary non cerca più nemmeno la vicepresidenza.
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