Missouri e North Carolina sono ancora too close to call, troppo vicini per poter dichiarare un vincitore. In Missouri è avanti The Mac per qualche 6mila voti, in North Carolina Obama per 11mila. Vedremo. Se il Missouri finisse al repubblicano, queste elezioni sarebbero speciali anche per questo: lo Stato ha sempre votato il presidente eletto. Se Obama prende la N.C. sarebbe clamoroso, due Stati del Sud finiscono nelle mani dei democratici (il seggio al Senato dello Stato lo hanno vinto loro, dopo uno spot vergognoso della repubblicana).
In termini di voti, Obama ha preso sette milioni di voti in più. Non ho il tempo di guardare i dati, ma credo che sia un risultato di quelli pesanti. In termini percentuali siamo 52 a 46, con il 2% sparso tra quel genio di Ralph Nader, il libertario Barr e frattaglie varie (oppure non contano ancora i due Stati non assegnati, non so). L'Ohio è il dato più clamoroso: mentre in Indiana, Florida e Virginia, i due candidati sono molto vicini, lo Stato di Joe the Plumber ha votato molto Obama. I blue collars tornano a casa, metteteci anche i dati di Michigan, Pennsylvania, Indiana e scoprirete che, forse, i Reagan democrats sono un fenomeno del passato.
5 novembre 2008
Aggiornamento del mattino: i risultati
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12 ottobre 2008
Pennsylvania on their mind
Oggi e domani sono i giorni della Pennsylvania. Oggi quattro rapidi stop, quartiere per quartiere, per Obama a Philadelphia. Domani (domenica) si confrontano McCain-Palin da una parte, Hill&Bill più Joe dall'altra. Lo Stato sembra in mani democratiche, qui vinse anche Kerry. La discesa della coppia reale accanto a Biden suonano come uno sforzo finale di imbarcare i lavoratori bianchi del midwest. Clinton (Bill) andrà anche in Ohio nei prossimi giorni. Ieri il governatore Rendell, che ha sostenuto Hillary fino alla fine, ha detto che a Obama serve un'enorme partecipazione al voto per prendesi lo Stato. Sembra esagerato. Quello a cui stiamo assistendo, però, è il tentativo democratico di farla finita con i Reagan democrats, quei lavoratori bianchi in difficoltà che da trent'anni scelgono di votare su questioni identitarie, morali e contro i loro interessi. A meno di sorprese clamorose, colpi di scena, inettitudine totale dei sondaggisti e di chi segue il processo elettorale (compresi noi), l'ultima questione da risolvere per Obama è questa. Se ci riuscisse con dei numeri consistenti, se portasse a casa molti voti di maschi bianchi - più di quelli che gli bastano per vincere - per i repubblicani comincerebbe un calvario. Dovrebbero reinventare una coalizione vincente. Domani vedremo i Clinton e parleremo con qualche esemplare bianco della Pennsylvania. Vi sapremo dire.
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