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12 luglio 2009

Economia, tasse e un articolo di Obama


Cominciamo con l'articolo pubblicato oggi sul Washington Post. Obama parla di economia, delle forme che ha preso negli States negli ultimi decenni e della necessità di riformarne le basi. La ricetta? Abbassare i costi della sanità, creare lavoro, migliorare la qualità della manodopera Usa e nel lungo termine ridurre il deficit. Chiamate mago Merlino e Mandrake. Ieri la Camera ha approvato una misura di sostegno finanziario agli studenti (una riforma dei prestiti che in queti mesi di crisi finanziaria ne hanno messi parecchi in ginocchio).
Quanto alla sanità, i democratici stanno pensando a introdurre una tassa sui redditi più alti per finanziare la riforma sanitaria. Ma nel partito monta la rivolta dei moderati (ecco una analisi di Politico sul problema moderato di Obama): i nodi cominciano ad arrivare al pettine e vedremo se Obama e i suoi saranno abili anche stavolta. Se il presidente passasse questo scoglio e la riforma entrasse in vigore, il midterm del 2010 sarebbe più facile.
In questi giorni il presidente ha difeso il piano, dicendo che ha funzionato come doveva. Krugman (vedi sotto) sostiene che ce ne vuole un altro. La crepa stimulus è un'altra crepa seria. Financial Times a pranzo con Larry Summers, che ci spiega che il peggio non è passato.

26 febbraio 2009

Quel comunista di Obama

L'articolo del New York Times spiega le proposte dell'amministrazione nel dettaglio. La prima? Tassare le imprese e gli individui più ricchi per finanziare il sistema sanitario. I bolscevichi alle porte di Washington. Il resto lo trovate nell'articolo.

21 settembre 2008

Tasse, chi guadagna e chi perde: le proposte McCain e Obama a confronto

Ecco uno schemino semplice, semplice basato sulle analisi prodotte dal Tax Policy center. Il piano di Obama è tutt'altro che estremo, tra 226mila e 603mila dollari di reddito non cambia nulla. Sopra si paga parecchio di più, sotto si ha un taglio non clamoroso. Con McCain ci guadagnano tutti, ma la percentuale scende al calare del reddito. Se il quadro è questo, con i repubblicani più guadagni e meno paghi. Lo schema non dice nulla del gettito previsto: quanti soldi in più o in meno entreranno nelle casse federali? Con McCain per forza meno, con Obama bisognerebbe calcolare quanti sono quelli che pagheranno di più per valutare se basteranno a coprire il buco aperto da coloro che pagheranno meno. Il problema per entrambi è che con i fantastiliardi spesi in questi giorni da Bernanke e Paulson di quattrini ne serviranno.

4 settembre 2008

Il tabù delle tasse e le due campagne

Ecco il sito del Tax policy center, che confronta le proposte delle due campagne in materia fiscale e un confronto degli effetti sulle famiglie. Non differenze gigantesche, ma rischi maggiori per il deficit da parte repubblicana e una forma di redistribuzione lieve da parte di Obama. Qui all'Hubert Humphrey institute c'è appena stato un dibattito dove si sono confrontati John Taylor, della campagna McCain e Austan Golsbee per Obama (più due autorevoli academics, come del resto i due di parte). Spero di fare un ampio riassunto, alcune cose sono interessanti. Almeno gli accademici sembrano avere chiari alcuni problemi. Il repubblicano è stato però molto vago, come è noto, McCain non è appassionato di economia.