Nel week-end i quotidiani Usa hanno celebrato un anno dal dallimento di Lehman brothers. Il 15 settembre può essere considerato una data simbolica per la crisi 2008-2009 e i media più importanti hanno dedicato parecchio spazio alla ricostruzione delle vicende, sottolineando come, poco fosse cambiato. Dove sono andate a finire le riforme? Allora è vero che a Wall street non cambia niente! Sono stati i commenti di tutti o quasi. Ecco un LA Times, ed ecco tre fantastiche grafiche del New York Times, la prima su dove sono andati i soldi pubblici spesi per salvare le imprese, una sulle proposte di riforma e la terza, la più bella, sulle dimensioni delle banche nel corso di quest'anno (alcune sono scomparse, altre sono quasi uguali ad un anno fa, grazie all'intervento pubblico). Oggi, non proprio a sorpresa, Obama è andato a Wall street a parlare di regole. Il solito bel discorso, niente retorica contoro la cupidigia, ma un appello a Wall street: partecipate anche voi al progetto riformatore, non speculate sull'oggi, perché la prossima volta non interverremo. E poi una serie di proposte chiare sul controllo, la capitalizzazione, la trasparenza verso i consumatori, gli standard internazionali. C'è grande dibattito sul potere della Federal reserve. Non chiedeteci le nostra, per adesso non ne abbiamo una. Qui il testo del discorso, qui il video.
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14 settembre 2009
Did you say regole per la finanza?
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Etichette: crisi economica, Obama, wall street
20 giugno 2009
Le partite a scacchi di Obama, dalla finanza alla sanità
Ieri è apparso questo articolo di uno di noi su "L'altro", il nuovo quotidiano diretto da Piero Sansonetti. L'idea è questa: è vero, la sua proposta di regolamentazione finanziaria ha diversi difetti (parecchi); ma li vero punto di svolta è quello di cui parliamo qui sotto, la riforma sanitaria. E' un'unica grande partita a scacchi, nella quale Obama ha scelto (o è stato scelto) i suoi poteri forti di riferimento, le banche (contro hedge fund e settore assicurativo, come lamenta ieri Luigi Zingales sul Sole24ore). Se ne esce bene qui, ha segnato un punto sul serio; poi dovrà fare in fretta con il problema del lavoro, perché nonostante le cifre sembrano dire che va un po' meglio è lo stesso Presidente a dirsi preoccupato pubblicamente.
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America2008
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Etichette: amministrazione Obama, corte suprema, crisi economica, riforma sanitaria, wall street
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