7 dicembre 2008
Il più grande finanziatore di questa campagna
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29 ottobre 2008
La battaglia dei biscotti (e degli spot)
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29 agosto 2008
Emozioni e.. soldi (i vostri)
Obama ha appena concluso il suo discorso, firma le carte con le quali diviene il candidato ufficiale del partito democratico; con l'emozione che ancora attraversa il cielo del Colorado lui che fa? Ci chiede soldi.. quasi un colpo basso.. 30 secondi di video
ps. Esercizio fino a novembre: immaginare tutte queste cose fatte dai politici italiani e provare a vedere l'effetto che fa. Ora sostituire Biden e Obama con Veltroni e il suo vice (come si chiama quell'altro.. Franceschetti, Franceschini..) e immaginare i due che vi battono dieci euro stretti stretti uno accanto all'altro.
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21 maggio 2008
Altri dati obamiani (si parla di soldi)
In aprile Obama ha raccolto 31 milioni di dollari. La notizia è che prende un sacco di soldi da gente comune, una forma attiva di partecipazione politica che mostra l'ampiezza incredibile della sua base politica personale. I nuovi dati (da Huffington Post) dicono che:
Se si guarda ai quattrini si vede che la strategia di mobilitazione "popolare" di Obama per ora funziona.
- in aprile ha ricevuto denaro da 200 mila nuovi donatori;
- il 94% di essi erano contributi sotto i 200 dollari;
- la media delle donazioni è di 91 dollari per singolo sostenitore.
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20 maggio 2008
Quanto costa un superdelegato?
Alla fine, business is business. La politica americana è sempre stata soprattutto una faccenda di soldi, quindi la domanda è lecita. In tempi così incerti un superdelegato costa sui 500 mila dollari. In cambio non solo darà il suo appoggio alla Convention, ma organizzerà i suoi caporioni per portare la gente a votare a novembre. A quanto pare Obama ha finanziato (attraverso i tanti strumenti che la legge americana mette a disposizione) almeno 34 superdelegati. Il più grande donatore privato di fondi diretti alle campagne elettorali degli Usa, Haim Saban, avrebbe offerto un milione di dollari all'associazione Young Democrats of America affinché due superdelegati appoggiassero Hillary Clinton. La notizia è riportata dall'Huffington Post. Sul fatto che si tratti di un'azione legale esistono diverse interpretazioni, ma sostanzialmente la questione non è regolata.
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22 aprile 2008
Il costo dei consulenti
Secondo il Washington Post, la campagna di Hillary Clinton ha già un grosso problema ancor prima di sapere i risultati delle primarie di domani: deve un sacco di soldi ai suoi consulenti politici. Solo Mark Penn ha un credito di 4,6 milioni di dollari nei confronti dell'ex-first lady. Comunque vada domani, la senatrice ha sempre più problemi finanziari: non solo racimola poco, ma quel poco che raccoglie lo deve spendere per pagare i debiti.
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11 aprile 2008
Questione di soldi
Da dove vengono i soldi della campagna elettorale dell' "outsider" Barack Obama? Da migliaia di donazioni online, dice la vulgata. E' in parte vero, ma c'è un altro lato della verità: ci sono anche i 79 "bundlers", grandi donatori che si impegnano a creare reti di sostenitori da 2.300 dollari ciascuno. Secondo il Washington Post, ogni "rete" deve portare circa 200.000 dollari. Un sistema già adottato a suo tempo da Bush, che divideva i suoi donatori tra "Ranger" e "Pionieri". Con Obama però, per la prima volta, i "bundlers" formano una specie di consiglio politico consultivo, che viene informato delle mosse decisive, come il discorso di Philadelphia. Ma le innovazioni Obamiane non si fermano qui. Secondo il Los Angeles Times, il senatore dell'Illinois had detto basta ad una pratica consolidata di Philadelphia: pagare 10,20,50 dollari ai galoppini che portavano la gente a votare. Non più quindi la politica delle "macchine di partito" ma una schiera di volontari mobilitati grazie al "messaggio" convogliato attraverso internet e tv.
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1 aprile 2008
Il pacchetto Paulson, cambiare tutto perché non cambi nulla?

Da due giorni i media economici discutono delle proposte di regolamentazione dei mercati finanziari avanzate da Henry Paulson, segretario al Tesoro Usa. In estrema sintesi - e senza nessuna competenza degna di questo nome - un'amministrazione che ha lasciato passare Enron, la bolla immobiliare e i subprime, propone di dare alla Fed più poteri ispettivi, di mettere tutte le forme di banca sotto il controllo di Bernanke e di abolire una serie di agenzie che si pesano i piedi a vicenda. La comunità finanziaria è proccupata, probabilmente più per il segnale di intervento nel suo regno che non per gli effetti reali di un pacchetto che non vedrà mai la luce. La preoccupazione di Wall street è che il prossimo presidente possa usare Paulson come scusa per regolare davvero la finanza (“Lo voleva fare Bush, noi proseguiamo"). Businessweek ha parlato di Bernanke come di un rivoluzionario riluttante, dedicandogli una copertina Lenin-style (qui sopra), ma non si tratta di una stroncatura: è un po' l'idea pragmatica degli americani: “se si deve intervenire che lo si faccia". Ecco la lettura del pacchetto paulson tutto sommato positiva dell'Economist, la stroncatura di Paul Krugman, quella di Slate e il commento di The New Republic.
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11 marzo 2008
Mississippi, Spitzer e.. i soliti sporchi soldi
Mentre i media aspettano i risultati del Mississippi e spolpano Eliot Spitzer - l'unica difesa piena del governatore viene da Glenn Greenwald di Salon: chi se ne frega se Spitzer andava a letto con una prostituta - si trovano qua e là notiziole importanti: secondo The Politico la lobby farmaceutica potrebbe sostenere i democratici, dopo aver spalleggiato i repubblicani per decenni. Il gruppo di interesse "più repubblicano di Bush" va dove tira il vento (una buona notizia per i democratici?) e soprattutto ha paura: oggi ha interesse a essere protetta dal settore pubblico, invece di chiedere più mercato. Leggetevi bene l'articolo e guardate le tabelle (nella pagina 2 dell'articolo) che illustrano come sono cambiati i flussi di denaro che dal settore farmaceutico si dirigono verso la politica.
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23 febbraio 2008
Conti in tasca: "denaro e politica", una fiction americana
Continua il feroce scontro tra New York Times e John McCain. Il Times ha indagato sul rapporto tra il senatore e una lobbista: nel 2ooo avrebbero avuto una relazione e quest'ultima avrebbe ricevuto alcuni favori. McCain ha costruito un'immagine di uomo integerrimo, firmando con un democratico una legge che riorganizza il sistema dei finanziamenti alla politica (la McCain-Feingold del 2002), e lo scandalo ne mette in dubbio la moralità. I risvolti sono i più diversi: il funzionamento del sistema dei media americani; la capacità di McCain di utilizzare la vicenda per compattare i repubblicani contro il nemico liberal del Times, che pure gli aveva garantito il suo endorsment (leggete qui cosa ha detto il conservatore anti McCain Rush Limbaugh il 21: molto conciliante); il rapporto tra le lobby e la politica.
Per ricostruire come è organizzato il sistema di finanziamento di una campagna presidenziale leggete qui l'articolo di "From the Field". Su come funzioni il rapporto tra business e politica guardate qui (sempre da "From the Field") su una delle tante polemiche Obama/Clinton. Trovate tutto: una company che danneggia la comunità; un senatore (Obama) che se ne fa paladino e propone la sua riforma; lo stesso politico che, in realtà, ha rapporti con la company in questione; quindi le accuse della sua rivale (la Clinton); la scoperta che anche la Clinton ha una stretta relazione con la suddetta società; la riforma che si perde nel porto delle nebbie di una commissione del Congresso.
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2 febbraio 2008
Cerca i dollari
Il blog Huffington Post, grazie a Google Map, vi fornisce la mappa dei finanziamenti ai candidati per le primarie contea per contea, strada per strada, nome per nome. In questo modo gli Stati uniti, visti dall'alto, sono a macchie blu e rosse che ci ricordano la geografia politica del paese. Ovviamente c'è una parte, immancabile, dedicata all'endorsement dei Vip.
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31 gennaio 2008
Record di incassi per Obama
Pioggia di dollari su Barack Obama: il candidato democratico alla Casa Bianca ha raccolto 32 milioni di dollari in gennaio. Una cifra da Guinness: in un mese solo quanto il massimo dell'anno scorso in tre mesi. L'anno scorso Obama aveva raccolto quasi cento milioni di dollari. Questa sera (dalle 2 di notte in Italia) il dibattito tra i due contendenti rimasti nel campo democratico. Chi ha Cnn lo può seguire.
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