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10 novembre 2008

Dati elettorali/1 - i bianchi e le città

Da oggi pillole di dati di riepilogo: informazioni brevissime per tenere a mente cosa è accaduto in queste elezioni, e quindi ragionare sui margini di tenuta della coalizione democratica nel prossimo futuro.

Tra l'elettorato bianco delle città Obama ha preso il 9% di voti in più rispetto al Kerry del 2004, rendendo il blu dei centri urbani ancora più blu. In questa chiave si legge la vittoria in Nevada e Colorado, dove Las Vegas e Denver sono divenute la base elettorale del nuovo presidente. Lo stesso vale per la Pennsylvania: la strategia repubblicana di "infiltrarsi" in uno stato democratico ha avuto qualche esito nelle zone rurali, ma è stata resa vana dalle performance di Obama a Filadelfia. 82 milioni di americani vivono in aree urbane che superano i 100 mila abitanti, contro i 6o delle aree rurali; della suburbia parleremo più in là.

13 marzo 2008

I candidati democratici battono tutti i record

Le campagne di Clinton e Obama hanno accumulato più soldi di qualunque altro candidato alle primarie. E questo lo sapevamo da tempo. Il dato di grande interesse messo in luce dalla star dei politologi Larry J. Sabato nella sua rubrica on line Crystal Ball è che i due candidati hanno anche preso più voti di ciascun nominato nella storia delle primarie: entrambi sono sopra quota 12 milioni, Al Gore ne prese 10 e mezzo, George W. Bush qualcosa in più. Ma Clinton e Obama hanno ancora qualche milione di voti da mettere in tasca. E' un segnale di grande partecipazione di una parte dell'elettorato ed una possibilità di fare bene, rompere qualche steccato alle elezioni di novembre. Ecco un ragionamento sui numeri della coalizione democratica sul blog di Fabrizio Tonello “associato" ad America 2008.

McCain-Obama chi preferite?


Ecco un sondaggio che vale la pena di essere letto. La domanda non è chi vincerà, ma il tentativo di capire l'atteggiamento degli elettori nei confronti dei due possibili candidati. Chi è meglio per gestire la crisi della sanità? E chi gestirà meglio la crisi irachena? Sul blog Behind the numbers di Washington Post
l'analisi dei numeri che escono da questo sondaggio e dai precedenti. Attenzione: Obama vince su tutti i fronti meno su quello vero, l'Iraq e le crisi internazionali. Alle elezioni manca tanto ma le chance dei repubblicani di rimanere alla Casa Bianca sono legate al ritorno della guerra nell'agenda politica. Il discredito di Obama come comandante in capo, per ora, è da attribuire alla campagna di Hillary. Così come il fatto che l'ex first lady sia un personaggio che divide e scaltro è un'immagine che dobbiamo a quelle del senatore dell'Illinois. Non è una grande intuizione, ma la lunghezza delle primarie democratiche aiuta McCain.

28 febbraio 2008

Un americano su cento vive in carcere

Spesso si parla dei dati sulla disoccu- pazione americana. Quando non c'è la recessione la percentuale di americani che non lavorano è bassa. Altrettanto spesso si polemizza sul metodo di rilevazione (negli Usa basta lavorare qualche ora a settimana per non essere registrati come disoccupati). Quello che non si tiene mai da conto è la quantità di gente che vive dietro le sbarre. Un rapporto pubblicato dal Pew research institute ci dice che in galera c'è un americano adulto su cento: 1,6 milioni nei carceri federali, 723mila nelle prigioni locali. Naturalmente (guardate l'intervista a Jeffrey Stonecash su questo blog) non tutti gli americani sono uguali: un ispanico su 36 vive in cella e un afroamericano su 15 (uno su 9 nel caso della fascia d'età tra i 20 e i 34 anni). Come ha dichiarato Susan Urhan, direttrice del programma del Pew che ha redatto la ricerca, "l'alto tasso di carcerazione non sta ottenendo risultati sul livello di sicurezza". Ma il tasso di disoccupazione si riduce dell'uno per cento.