Visualizzazione post con etichetta crisi immobiliare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi immobiliare. Mostra tutti i post

22 luglio 2009

Curiosità estive (si fa per dire): astinenza sessuale, ghostboxes e Sarah Palin

1. Ricordate le politiche per l'astinenza sessuale finanziate da George W.? Un rapporto pubblicato in questi giorni rivela che con quelle al posto dei preservativi sono aumentate le malattie veneree, l'Aids tra gli adolescenti e le gravidanze giovanili. Effective!
Sarah Palin è nei guai, avrebbe preso soldi e regali e approfittato della sua posizione. Ogni giorno che passa appare più chiaro come mai, questa paladina della caccia e della famiglia, si sia dimessa. A proposito, chissà che la gravidanza della figlia (ricordate?) non sia il frutto delel politiche del presidente Bush.
2. Con la crisi aumentano i negozi che chiudono e con i quali non si sa più che fare. Ne parlava il Nyt riferendosi alla Grande mela, ne parla Associated press, in riferimento agli store nei sobborghi, che vengono chiamaiti ghosboxes, scatole fantasma e gli fa eco questo blogger del Texas.
3. La notizia di oggi è che gli automakers (Gm, Chrysler, etc.) taglieranno 3mila concessionarie. Altri 3mila ghostboxes. I monumenti industriali di Detroit hanno un loro fascino, ma questi scatoloni tutti uguali ai lati delle superstrade e di fianco ai benzinai e fast-food ai margini delle città fanno schifo anche pieni.

9 marzo 2009

Quanto è brutta la crisi? Chiedetelo a quelli di Cleveland (e non a SB)

Ecco un lungo e bellissimo reportage dal magazine del New York Times. E' lungo, non ha una sua tesi. Cleveland è una delle città più messe male da tempo (the mistake on the lake, è il soprannome maligno) e adesso è la più colpita dai subprime. Voi però, se potete, fate il pieno di benzina, andate a cena fuori e comprate delle riviste porno (è un settore italico in crescita).

19 febbraio 2009

Altri 275 miliardi, contro la marea

"Contro la marea", è il titolo de l'editoriale del Washington Post. E si sa, fermare le maree non è una cosa semplice. In questo caso la marea è quella de l'insolvibilità dei mutui, che rischia di far diventare l'America il paese dei pignoramenti. Qual'è la prossima marea, quella che farà perdere la casa (si prevede che per il 2013 i pignoramenti saranno quadruplicati) e impoverirà le persone? La disoccupazione.

La proposta di Obama (nell'editoriale trovare i dettagli ben spiegati) ha l'obiettivo di aiutare quasi dieci milioni di famiglie americane, quello sull'orlo del precipizio, non quelle che ci sono già cadute dentro. Si cerca di fare in modo che i mutui vengano rinegoziati e che il singolo cittadino non si trovi a pagare più del 31% del proprio reddito per pagarsi la casa nella quale vive, grazie anche all'aiuto dello stato, che farà in modo di accollarsi una certa parte del mutuo fornendo soldi a chi eroga il prestito (sempre che quest'ultimo abbia mantenuto un certo comportamento virtuoso nell'epoca precedente: auguri per la ricerca).

Qual'è il problema? Che, per pagare un mutuo pari al 31% del proprio reddito, bisogna avere un reddito. La disoccupazione aumenterà costantemente almeno fino a luglio, e chi perde il lavoro va in bancarotta e non può pagare il mutuo (e quindi non ha più i titoli per accedere a questa forma di aiuto statale appena proposta da Obama). La via crucis è ancora lunga.