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6 agosto 2009

Lezioni sulla crisi

Chi se la sta cavando meglio nell'attuale crisi economica? Meglio sentire l'opinione di uno dei pochi che l'avevano prevista come Roubini. Su Forbes fa un'analisi di una serie di paesi che se la stanno cavando e trae alcune conclusioni: va meglio quando c'era una precedente chiusura alla globalizzazione finanziaria, laddove la domanda interna aveva un ruolo più pronunciato e dove si sono messe in campo delle misure anticicliche sia sul piano fiscale che monetario. L'Italia ha la prima caratteristica ma manca totalmente delle ultime due. Per salvarsi nel lungo periodo, Roubini dice bisogna fare delle riforme strutturali che stimolino il consumo senza provocare nuovo indebitamento come negli anni passati.

17 febbraio 2009

Sardegna, Firenze e the fierce urgency of now

Ricapitoliamo. In Sardegna l'apparato del Pd fa fuori il presidente della regione più attivo, diverso e potenzialmente figura nazionale. Questi si dimette e si va al voto. Al voto il Pd perde e la sinistra non ci guadagna. In Sardegna Soru aveva imposto la tassa alle barche di lusso, fermato i costruttori e - da imprenditore, prima - portato lavoro nuovo e non da cameriere d'estate o muratore. Soru prende più voti dei partiti che lo sostengono, il suo avversario meno voti della sua coalizione.
A Firenze il Pd prova a riscrivere le regole delle primarie, il giovane chierichetto-rutelliano Renzi si ribella e le vince. E adesso, nella rossa e bottegaia Firenze correrà lui - che spiega di aver vinto perché aveva i big del partito contro. Scommetteteci, Renzi si darà un profilo da Obama. In fondo, come ha detto Rutelli male usando una dichiarazione del presidente Usa, "non si può chiedere a nessuno che ricopra un incarico di lasciare la religione fuori dalla porta". E così, nella laica Firenze - che pure espresse il miglior cattolicesimo politico italiano con La Pira - avremo un sindaco contrario alle unioni civili, che voterebbe la legge sul testamento biologico del Pdl. La sua forza, probabilmente, il tessuto cattolico e la debolezza del tessuto della fu sinistra, incapace di vincere delle primarie con l'apparato e incapace di mobilitare qualcosa che non sia apparato.
Tutto sembra far pensare che siamo nel 2003 statunitense, con i democratici (e da noi la sinistra) allo sbando totale e senza un'idea di come uscirne, pronti a cavalcare Obama usando male i suoi slogan. Ci vorrebbe qualcuno che si mettesse a ragionare sulla crisi, sul Paese e tirasse fuori idee e forme dell'organizzazione capaci di far partecipare. Al momento costui non è Veltroni, non è Bersani, non è Ferrero, non è Vendola, non è Fava (e nemmeno Epifani, che sta facendo anche lui la sua supplenza come Cofferati....chissà che il Pd non perda Firenze e poi mandi lui a riconquistare la società, magari con una svolta meno di destra di quella del sindaco di Bologna).