A proposito di decolli, tra qualche giorno sarà online la nuova versione del nostro blog, oramai proiettato verso il 2012. Intanto, per chi passa per Roma, ci vediamo venerdì sera alla libreria Flexi in via Clementina,9.
4 novembre 2009
La non sconfitta di Obama ieri e il nostro blog domani
A proposito di decolli, tra qualche giorno sarà online la nuova versione del nostro blog, oramai proiettato verso il 2012. Intanto, per chi passa per Roma, ci vediamo venerdì sera alla libreria Flexi in via Clementina,9.
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25 ottobre 2009
Imparare dalla Virginia
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19 dicembre 2008
Gli americani si muovono meno
Ecco una ricerca che dice qualcosa dell'America. Dove vanno e quanto si muovono i cittadini degli States? Nel biennio 2006-2007 si sono mossi meno che in passato. Il Pew research centre analizza i dati e ci fornisce una mappetta niente male: ti ci muovi sopra e vedi i flussi, da nord verso la Florida e così via, per una serie di bienni. E' interessante in sé e lo è anche per capire i flussi elettorali, se, come e perché la geografia del voto cambia con gli spostamenti. Una seconda ricerchina ci indica che solo l'11 per cento degli americani crede che Bush abbia fatto qualcosa per essere ricordato in positivo. Non serviva un sondaggio.
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29 ottobre 2008
Anche il sud non è più quello di una volta
Questa immagine ritrae una fattoria della Carolina del Nord, che nonostante il nome è uno stato del Sud e si chiama così solo perchè sta più su della Carolina del Sud - non l'avreste mai detto eh? Il presentatore della BBC Matt Frei è andato a Kannapolis, una città che appunto sta in North Carolina e ha scritto un breve e interessante reportage in cui ci spiega come è cambiato un pezzo del sud degli Stati Uniti negli ultimi anni. Kannapolis negli anni Ottanta stava fallendo, le sue industrie tessili si trasferivano altrove. Arriva un magnate che si chiama Murdoch (ma non è l'amico di Silvio B.) e si compra mezza città e la converte alla ricerca agro-alimentare. E così qui, come in Virginia e in altre parti del Sud, hanno cominciato a trasferirsi lavori ad alto reddito e ad alto contenuto intellettuale - sì, negli USA queste due cose vanno spesso d'accordo, non c'è stato il pacchetto Treu. Questo forse potrà aiutare a spiegare perchè oggi la North Carolina è uno stato contendibile e prima non lo era.
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La battaglia dei biscotti (e degli spot)
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15 ottobre 2008
Come potrebbe cambiare la geografia del voto
A guardare la mappa qui accanto, è possibile che Obama sfondi in quegli stati dell'Ovest che passarono ai repubblicani con Reagan e non sono più tornati indietro. Non che si preveda una valanga di voti democratici all'Ovest, ma qualcosa sta cambiando: come ci racconta quest'articolo, i nuovi democratici dell'Ovest hanno declinato le loro idee sulla base delle tradizioni dei luoghi da cui provengono. Dall'altra parte del paese, in Florida, anche il voto degli anziani potrebbe non bastare a compensare l'aumento del voto giovanile, in gran parte indirizzato verso i democratici. In più, i pensionati, attraverso i fondi pensione, sono tra quelli che più risentono della crisi finanziaria. Ecco un articolo del Washington Post che ci racconta come la pensano. La registrazione in massa di nuovi (e spesso giovani) elettori democratici negli stati chiave è oramai l'ultimo vero obiettivo dei repubblicani che, come conferma questa storia sull'Ohio, oramai tentano disperatamente di eliminare dalla contesa più nuovi iscritti al voto possibili. L'altra posta in gioco che non bisogna sottovalutare è quella del Congresso: se i democratici arrivano a quota 60 senatori potranno superare l'ostruzionismo dei repubblicani e portare avanti molto più facilmente il loro programma. Un articolo dell'ABC ci spiega come stanno andando le gare chiave: piuttosto male per i repubblicani.
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16 settembre 2008
Cambia la mappa? Forse non tanto
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24 agosto 2008
Benvenuti a Denver

Eccoci a Denver, la città perfetta per una convention democratica con Obama candidato. Ricca, turistica, piena di palestre di yoga e di negozi che vendono local food, la città è ricca di quei giovani contemporanei che tanto si entusiasmano per Barack. A Sud ovest la pianura ricca di prateria e mandrie, in città qualche impresa hi tech e tanto turismo di passaggio verso le Rocky mountains (o Colorado springs, il Vaticano evangelico d'America, la città delle mega chiese e dei mega raduni). Uno Stato tradizionalmente repubblicano (ha vinto Bush due volte e persino Bob Dole contro il secondo Clinton), ma governato dal democratico Bill Ritter, che ha preso voti tra i contadini, così come in città. I democratici dell'Ovest sono pieni di queste figure politiche capaci di strappare voti ai repubblicani (anche in Virginia, dall'altro capo degli States, sta andando così) e queste figure sembrano essere il volto emergente del partito, distante dai politici newyorchesi o del New England caricaturizzati dai repubblicani.
Denver è felice di accogliere la marea festante dei delegati, molti soldi pioveranno sulla città per una settimana, tutti affittano i loro appartamenti a caro prezzo, la stampa parlerà dei suoi bar e ristoranti e, forse, entrerà, come si dice facilmente in America, nella storia. All'aeroporto anziane signore col cappello da mandriano fanno volontariato per i democratici, tutti sono gentili e attorno al Pepsi centre dove si svolgerà la convention, ferve l'attività, piovono volontari e cani poliziotto annusano l'aria. Domani arrivano tutti, lunedì si parte. Benvenuti a Denver.
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1 agosto 2008
Suburbs e città, chi vince dove
Le indagini statistiche, i sondaggi, si conducon Stato per Stato. E' quella l'unità di misura importante, sono quelli i confini dentro ai quali si vince o si perde. Ma la geografia elettorale non è solo Nord contro Sud (o midwest), ci sono le divisioni culturali, razziali, di censo interne agli Stati. La Virginia, per fare un esempio di un territorio che sarà terreo di battaglia a novembre, è uno Stato bianco e tradizionale nel suo Sud, dove Obama può contare sui giovani ceti dinamici che vivono al Nord, a ridosso di Washington DC, e di una cospicua minoranza nera. Le campagne devono quindi lavorare a sezionare gli Stati in territori e studiare dove, come e perché parlare in che modo in ogni contea. Durante le primarie è più facile, si vota Stato per Stato. Ma oggi, almeno nei cosiddetti battelground states, la cosa serve. Poi, ci sono le differenze tra città e sobborghi. Questo interessante pezzo pubblicato su Politico parla proprio di queste. In città, qualsiasi città, per come è organizzato il territorio negli States, Obama ha grandi possibilità. Ma spesso la chiave delle elezioni sono i suburbs
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28 luglio 2008
A che punto è la corsa?
Pollster.com pubblica una cartina nella quale evidenzia lo stato geografico della corsa: secondo il sito, che è gestito da esperti e accumula dati su tutti i sondaggi, Obama sarebbe in vantaggio 282 grandi elettori a 147 (per 104 il margine di distacco dell'uno o dell'altro candidato è talmente piccolo da rimanere in ballo). Secondo questa cartina, la Florida e la Virginia sono alla pari, mentre hio e New Mexico sono democratiche. A Obama, insomma, non servirebbero né il Sud, né l'Ovest per vincere. Il sondaggio dei sondaggi nazionale prodotto dalla Cnn, regala ad Obama sei punti di vantaggio. Se così stessero davvero le cose, la battaglia sarebbe chiusa. Ma è luglio, le elezioni lontane e la campagna vera non è ancora cominciata. Ecco un pezzo sulla possibilità di Obama di raccogliere un pezzo di voto evangelico e un Robert Novak sulle possibilità di McCain di rientrare in partita. Ed uno sul senatore dell'Arizona e gli indecisi dal Wall street journal.
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23 luglio 2008
Cinque seggi democratici a rischio
Trovare posti rischio in un voto che si preannuncia come una valanga democratica (confermando il dato del 2006) sembra difficile. Ecco un'analisi di Politico su cinque seggi che i democratici potrebbero perdere.
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19 giugno 2008
Non solo Casa Bianca. Un punto sul Congresso
Non c'è solo lo scontro Obama-McCain a catalizzare l'attenzione degli americani. A novembre, come sempre, si vota anche per il rinnovo della Camera dei rappresentanti e di un terzo del Senato (ogni due anni si rinnova un terzo). Dopo la mezza valanga democratica del 2006, il partito organizzato da Dean punta a nuovi passi in avanti in entrambe le Camere. La possibilità c'è per un motivo semplice, precedente alla disaffezione nei confronti dei repubblicani: se i seggi senatoriali Usa sono quas a vita, il ricambio è minimo, stavolta in tanti non si ripresentano, per paura di perdere o per raggiunti limiti fisici. In uno scontro senza incumbent (il senatore uscente) è più facile strappare un seggio al partito avversario. La campagna per le presidenziali condotta dal senatore dell'Illinois in tuti gli Stati, una novità assoluta, aiuterà parecchio i candidati in seggi difficili. Ma dove sono i seggi in ballo? E quanti sono? Il Time fa un elenco, il politologo star Tv Larry Sabato un riepilogo, ma il miglior sito in materia, per quant non professionale, resta quello di un informatico americano che vive in Olanda.
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9 giugno 2008
Questioni di geografia: quale mappa elettorale?
Coalizioni, organizza- zione, contenuti e, soprattutto geografia. La demografia degli Stati cambia a gran velocità, il ruolo degli evangelici - determinanti per eleggere Bush - non è affatto scontato, il candidato afroamericano mobiliterà una porzione di popolazione che spesso non vota esattamente in massa e lo stesso farà con i giovani. E che ruolo giocherà la vicenda dei delegati di di Florida e Michigan? Penalizzerà Obama? E la paura del nero? Chi mobiliterà? E dove? La mappa elettorale degli Stati Uniti potrebbe essere destinata a cambiare molto più di quando non sia capitato negli ultimi decenni. Cominciamo con un assaggio: ecco uno schema rapido dei battleground states dal Washington Post, gli stati destinati a essere terreno di scontro tra Obama e McCain. Il pericolo, per i repubblicani è che sia Dean (per quanto riguarda il Congresso) che Obama, hanno intenzione di andare a giocare anche dove fino a quattro anni fa non avevano speranze.
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