4 aprile 2009

Laggiù in Iowa

Mentre Barack Obama è in giro per l'Europa il suo Paese continua a cambiare. L'Iowa, che fu cruciale nella sua ascesa politica quando gli consegnò la maggioranza dei voti nelle primarie di poco più di un anno fa, ha legalizzato i matrimoni tra omosessuali. Ha deciso la corte suprema dello stato dicendo che il parlamento locale ha escluso da un diritto fondamentale una classe di cittadini senza una giustificazione costituzionalmente fondata. Dopo il Connecticut e il Massachussets l'Iowa è il terzo stato a legalizzare le nozze gay, presto potrebbe essere seguito dal Vermont. Un successo di cui il movimento gay aveva bisogno dopo la sconfitta nel referendum in California dove, anche grazie al voto delle minoranze, erano stati bocciati i matrimoni omosessuali. L'Iowa poi sarà il primo Stato a votare nelle primarie repubblicane per il 2012: ecco un'analisi su come questa questione potrebbe influenzare la gara.

9 commenti:

Luca ha detto...

Ricordiamo che in California la questione non e' del tutto chiusa. La corte suprema dello stato sta deliberando il ricorso seguito al referendum con la scomoda prospettiva di rovesciare la volonta' popolare espressa dalla votazione o sostenerla e rimangiarsi la propria precedente opinione a favore dei matrimoni. In ogni caso la questione e' ormai sui binari della tutela costituzionale ' dei diritti civili e non piu' nell'arena delle culture wars (l'iter cioe' che ha storicamente portato alle grandi vittorie dei movimenti di neri e donne). E' vero che mancano ancora 47 stati ma e' difficile immaginare come alla fine la battaglia possa non essere vinta dai gay.

mattia toaldo ha detto...

sì è impressionante vedere soprattutto come sono cambiati i termini del dibattito. Ai tempi di Harvey Milk (che abbiamo messo nella foto) si discuteva se licenziare o meno gli insegnanti omosessuali..
La domanda è: ci toccherà aspettare 30 anni anche in Italia?

Anonimo ha detto...

Comunque la decisione della corte verrà annullata dal referedum che i gruppi conservatori stanno mettendo su, e finirà come in california, arizona e florida, che hanno bocciato matrimoni (california e arizona) e matrimoni ed adozioni (florida)

Luca ha detto...

Non ne sarei del tutto certo, intanto per le regole elettorali dello Iowa la prima data utile in cui qualificare un referendum sarebbe nel 2011, e intanto ogni matrimonio celebrato gioca a favore della "normalizzazione" agli occhi del pubblico. Eppoi credo che sia destinato a prendere sempre piu' piede il concetto gia' ribadito ad esempio nell'originale decisione della corte di cassazione californiana, che se si fossero sempre lasciate alla maggioranza le decisioni sui diritti delle minoranze, in Alabama i neri non potrebbero ancora votare.

Anonimo ha detto...

@ Luca

Invece credo proprio che abbia detto bene anonimo: la scelta sulla definizione di matrimonio non passerà mai alle autorità federali. Tutti i maggiori politici americani, Obama in primis, sono anni che ribadiscono la loro contrarietà all'intervento federale in materia di matrimonio e sostengono che la scelta sia concessa ai singoli stati (probabilmente per passare la patata bollente a qualcun altro)
Sul referendum poi non ci sono molti dubbi: in california (uno degli stati più liberal dell'unione) il no alla proposition 8 doveva passare con ampio margine ed invece è stato bocciato; in Arizona il no al bando costituzionale dei matrimoni gay non era previsto che passasse, visto che due anni prima il bando era stato bocciato con un distacco di quasi quindici punti, mentre l'anno scorso è stato approvato a maggioranza. Anche in Florida il bando alle adozioni gay è stato approvato con maggioranze più larghe che in passato. Quindi il ragionamento del "più tempo passa e più il fronte del bando si indebolisce" è sostanzialmente falso. Non bisogna confondere la svolta "a sinistra" del'america di Obama con una svolta a sinistra nel campo delle rivendicazioni al matrimonio, a cui la maggior parte degli americani rimangono contrari.

Luca ha detto...

Forse dovrei precisare. non c'e' dubbio che s ci sia ataulmente una maggiornza perfino in stati liberal contrari ai matriomi gay. La novita' ribadita anche in Iowa, sta nelle sentenze sempre piu' numerose delle corti degli stati che in sostanza affermano che la tutela dei diritti civili delle minoranze non sono materie che possano essere lasciate al giudizio delle maggioranze. E in USA le corti costituzionali hanno un ruolo attivo ed effettivo sulle leggi. Prevedo che entro il 2015 saranno almeno 10 gli stati a legalizzare il matrimonio gay.

Anonimo ha detto...

Possono anche legalizzarlo, ma come è stato precisato prima ci sono i referendum da superare. Probabilmente non ci sarà nessun referendum negli stati del new england (es. Vermont) ma per gli altri stati il referendum mi sembra scontato. Ed il fatto che in stati ultraliberali come la california il bando sia passato è significativo. Prevedo lunghe battaglie fra corti e referendari, con esito nel 90% dei casi a favore di questi ultimi.

Lancer ha detto...

Scusate, ma chi lo ha detto che il Senato e la Camera dello Iowa votino a favore del Referendum???? Caso mai non lo sapeste sono entrambi sotto ampio controllo Democratico e il Governatore, Democratico, non pare aver nessuna fretta di crearsi problemi e sottoporre la questione durante la legislatura 2009-2010. Ora, sempre posto che la camera ed il senato, a maggioranza democratica, votino contro la Sentenza, che ha avuto l'unanimità dei Giudici Costituzionali, ciò dovrebbe avvenire nelle sessioni 2010-11 e 2011-12.
E nessun membro della camera o del senato di Des Moines sarebbe così tordo da andare a votare su una questione ormai acquisita come fatto normale a 3 anni da una sentenza e magari quando anche lo Stato di New York ( che vedrà il dibattito a partire da domani) potrebbe aver legiferato a favore. Tantomeno i Senatori e Rappresentanti Democratici che segherebbero il ramo su cui siedono.

Lancer ha detto...

Anonimo non considera che pochi anni fa la legge che espressamente vietava i matrimoni gay, sottoposta a referendum , vide un appoggio di dieci punti maggiore di quanto non abbia avuto, oggi, la prop 8. In sostanza la California si e spaccata in due. Le aree ruali, come San Bernardino hanno votato si, le aree metropolitane hanno votato contro la prp 8. Quanto all' Arizona, bene era lo Stato di McCain e che un referendum di destra facesse il pieno di voti è cosa ovvia. Meno ovvio è che fra gli elettori under 40 le percentuali a favore dei matrimoni gay siano altissime. Se, come fortemente probabile, in caso di decisione negativa della Corte, si andasse a referendum nel 2012, probabilmente la California girerebbe le carte, anche perchè i Mormoni scottati dal come sono stati strumentalizzati e poi lasciati soli dalle altre chiese non verserebbero nè tanti soldi nè tanti volontari per il porta a porta. E poi c'è il fatto che Stati come New York e New Jersey stanno pensando di legiferare a favore del gay marriage. Quanto al resto la questione Matrimonio non ha natura Federale per la mentalità degli USA. Repubblicani indiscutibili, come McCain, - contrario al matrimonio gay- quando Bush voleva introdurre un emendamento federale sul punto hanno votato contro, proprio per il sistema di autonomia fra costituzioni statali e costituzione federale.